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I giochi di ruolo dal vivo a scopo didattico nei programmi dell'UE

05/2026

Per molto tempo, il larp è esistito nella sfera pubblica europea esclusivamente come fenomeno subculturale: un hobby dallo status poco chiaro, associato al fantasy e ai costumi, e raramente considerato un interlocutore delle istituzioni. Questa situazione è durata per oltre tre decenni. Oggi la situazione è completamente diversa.

I LARP compaiono nei bilanci dell’UE, sono descritti nei documenti di programmazione della Commissione Europea e vengono anche implementati dalle università, ad esempio in Svezia, nell’ambito del programma Horizon Europe Larpocracy. Inoltre, vengono sempre più spesso inclusi in progetti di istituzioni nazionali finanziati con fondi pubblici. Questo cambiamento non è casuale; è il risultato di molti anni di lavoro da parte di ricercatori, educatori e attivisti.

L’Edu-larp è una forma di larp con obiettivi pedagogici ben definiti e un debriefing obbligatorio dopo il gioco.

Offre qualcosa che i sistemi di istruzione formale in genere non riescono a fornire: l’apprendimento esperienziale combinato con l’assunzione della prospettiva di un’altra persona. Interpretare il ruolo di un personaggio con un background sociale, credenze o situazione di vita diversi non è solo un divertimento o un esperimento teatrale. È un’esperienza controllata di argomenti impegnativi in un ambiente sicuro. Temi come radicalizzazione, l’esclusione sociale, il cambiamento climatico e la migrazione non vengono evitati nell’edu-larp. Al contrario, diventano oggetto di un processo educativo consapevolmente progettato che permette ai partecipanti di esaminarli da diverse prospettive e di comprenderli meglio.

Date importanti nella storia

Le prime tracce istituzionali della presenza del larp nei progetti dell’UE risalgono al 2014. Tuttavia, un punto di riferimento più chiaro è emerso nel 2016, quando il gruppo di lavoro EUNET (Rete europea per l’istruzione e la formazione) ha lanciato un’iniziativa denominata “Mini-LARP sull’insegnamento della storia dell’UE”. La vera svolta è arrivata tre anni dopo, con l’inizio del periodo di priorità 2019-2024.

Il progetto DiveIN (2019–2021, Erasmus+ KA2), coordinato dall’organizzazione Europe4Youth con sede a Cracovia, è stato il primo progetto su larga scala che abbiamo trovato a inquadrare consapevolmente l’edu-larp come risposta a una priorità politica dell’UE: contrastare la radicalizzazione dei giovani.

Ha dimostrato che il larp può essere descritto in un linguaggio comprensibile ai funzionari e alle commissioni di valutazione. Non come un “gioco di ruolo”, ma come un “intervento pedagogico basato sull’esperienza che affronta la minaccia dell’estremismo”.

I progetti successivi si sono susseguiti uno dopo l’altro. La metodologia LARP For Climate per l’educazione al clima. GreenEduLARP dall’Estonia e LARPIC hanno ampliato la loro portata geografica e il loro focus tematico. Ad aprile 2026, i database Erasmus+ includevano 185 progetti che utilizzavano l’edu-larp come strumento didattico.

Il culmine dello sviluppo dei giochi di ruolo dal vivo (LARP) a scopo didattico, a nostro avviso, è rappresentato dal progetto Larpocracy, lanciato nel gennaio 2025 nell’ambito di Horizon Europe, un prestigioso programma di ricerca dell’Unione Europea precedentemente riservato esclusivamente alle scienze esatte e alle tecnologie. Coordinato dall’Università di Uppsala, con un budget di 3 066 306,00 €, il progetto si concentra sulla deliberazione democratica e sulle competenze civiche sviluppate attraverso i giochi di ruolo dal vivo. Inoltre, il progetto MEN4DEM nell’ambito di Horizon, che esplora il rapporto tra mascolinità e impegno democratico, sta sviluppando un edu-larp progettato su questi temi. Horizon Europe destina i finanziamenti ad aree in cui esiste una solida base metodologica e prove di efficacia. Ciò dimostra la posizione che i larps hanno assunto nella percezione delle istituzioni dell’UE.

Dietro questo processo ci sono gruppi e organizzazioni specifici, in particolare provenienti da Italia, Polonia, paesi nordici e Grecia, che da oltre un decennio hanno sistematicamente tradotto la pratica del larp nel linguaggio delle politiche pubbliche e delle priorità educative. Di conseguenza, questo metodo, che ha avuto origine nelle comunità di appassionati, è entrato nel mainstream educativo europeo più rapidamente del previsto.

Il nostro progetto, Dystolarp, segue lo stesso percorso.

 

Bibliografia (Consultato il 13 aprile 2026)

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